Il Blocco di Visegrad, l’alleanza Ungheria, Polonia e Slovacchia contro l’invasione e l’islamizzazione

Il Blocco di Visegrad, una santa alleanza tra Ungheria, Polonia, Cechia e Slovacchia, è la vera unione dei liberi popoli d’Europa all’interno della dittatura UE. Il gruppo di nazioni della Mittel-Europa resistenti alle follie di Bruxelles in materia di immigrazione ed economia, prende nome dalla città ungherese di Visegrad e l’Ungheria, insieme alla Polonia, può esserne considerata la nazione guida, soprattutto grazie all’energia e al carisma di Viktor Orban, il suo ancor giovane presidente che dopo aver sfidato da ragazzo i carri sovietici a Budapest sfida oggi l’Unione Sovietica Europea a Bruxelles.

Vista la decisione e la forza del Gruppo nel contrastare le sciagurate politiche di invasione e islamizzazione, allorché i giornali italiani ne parlano lo fanno sempre in tono negativo parlando di “fascismo”, “estrema destra” e idiozie simili, senza però dire che nel Visegrad ci sono presidenti come Orban che fanno parte del Partito Popolare Europeo insieme alla Merkel, premier socialisti come lo slovacco Robert Fico (famoso per aver detto che la Slovacchia non vuole diventare un paese musulmano) che hanno una storia di sinistra connessa al PSE, personaggi legatissimi alla Chiesa come i polacchi del partito di governo “Diritto e Giustizia” di Jarosław Kaczyński e socialdemocratici come il presidente ceco Milos Zeman che ha detto chiaramente “siamo di fronte ad una invasione programmata, è impossibile integrare i musulmani”.

Storie e orientamenti politici diversi che però si sono trovati sullo stesso fronte allorché è stato chiaro che, liberatisi dal giogo comunista, i rispettivi popoli erano finiti nella gabbia burocratico-nichilista della UE e che se non si fossero subito ribellati facendosi forza l’un l’altro sarebbero finiti come finì Costantinopoli un tempo o come il Belgio, la Svezia e la Francia oggi: islamizzati.

In una delle sue ultime dichiarazioni in vista del referendum del 2 ottobre in cui il popolo ungherese sarà chiamato a dire se è favorevole o contrario alle politiche migratorie decise da Bruxelles, Orban ha spiegato chiaramente che la UE attira orde di musulmani allo scopo di cambiare per sempre la base etnica e religiosa dell’Europa e affondare i partiti identitari europei, mentre chi ha a cuore l’Europa dovrebbe dare la priorità assoluta ai migranti cristiani e distruggere il traffico di uomini affondando nei porti le barche vuote dei trafficanti.
Ci raccontano che il governo ungherese è antisemita ma Zoltan Kovacs, portavoce del Presidente Orban, dice quello che la UE non ha avuto il coraggio di scrivere nella sua costituzione:”Ogni nazione ha una identità”, dice, “e l’Europa ha radici cristiane ed ebraiche, l’islam non c’entra niente. Quello che temiamo”, aggiunge Kovacs, “è la fine del nostro Paese per come lo conosciamo”.

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